Diritto fallimentare

Lo Studio Legale Cetraro opera nell’area del Diritto Fallimentare e delle procedure concorsuali, prestando assistenza nell’ambito della procedura fallimentare, della ristrutturazione di debiti, degli accordi stragiudiziali, concordati preventivi e fallimentari.

Elabora le strategie più opportune per la gestione delle passività e la soddisfazione degli interessi dell’impresa e dei creditori, cura la stipula di accordi di ristrutturazione del debito e la proposizione di domande di concordato.

Lo Studio offre assistenza alle imprese in crisi, sia nei rapporti con gli istituti bancari e finanziari che con i fornitori, al fine di individuare e perfezionare le più efficaci soluzioni di ristrutturazione e risanamento aziendale.

Lo Studio segue i propri Clienti nelle procedure di ammissione al passivo e nella eventuale fase di opposizione allo stato passivo, nonché nelle vertenze di opposizione alle sentenze dichiarative di fallimento e di revocatorie fallimentari.

Cass. Civ., Sez. VI, sentenza n. 4893 del 19.02.2019: “(…) Nel giudizio di impugnazione avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, limitatamente ai procedimenti in cui trova applicazione la riforma di cui al d.lgs. n. 169 del 2007, che ha modificato l’art. 18 della l. fall., ridenominando tale mezzo come “reclamo” in luogo del precedente “appello”, non operano i limiti previsti, in tema di appello, dagli artt. 342 e 345 c.p.c. Ne consegue che il debitore, benché non costituito innanzi al tribunale, può indicare in sede di reclamo i mezzi di prova di cui intende avvalersi, anche per la prima volta, al fine di dimostrare la sussistenza dei limiti dimensionali di cui all’art. 1, comma 2, l. fall.”

Cass. Civ., Sez. II, sentenza n. 33422 del 17.12.2019: “(…) In caso di concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori, la legittimazione a disporne viene attribuita al commissario liquidatore, che agisce nella veste di mandatario dei creditori, mentre il debitore mantiene, oltre che la proprietà dei beni, anche la legittimazione processuale; ne consegue che la legittimazione processuale del liquidatore è ancorata e circoscritta al perimetro delle prerogative liquidatorie e distributive che fanno capo allo stesso e, quindi, ai rapporti che nel corso ed in funzione della liquidazione vengono in essere. Ove, pertanto, l’omologazione del concordato e la nomina del liquidatore siano intervenute dopo che l’imprenditore è stato convenuto in giudizio da un creditore con domanda di condanna, non è necessario provvedere all’integrazione del contraddittorio nei confronti del liquidatore.”

LEGGE FALLIMENTARE
CODICE CIVILE